Film, Recensioni

“Quo vado?”, il dipendente pubblico che vuole lavorare esiste davvero!!

“Quo vado” e’ un film del 2016 di Gennaro Nunziante e Checco Zalone. Zalone e’ anche protagonista del film, e ancora una volta riesce a colpire il pubblico con la sua simpatia e semplicita’, rendendo alcune delle affermazioni del film dei veri e propri “must” degli italiani.

Ma andiamo con ordine. Checco e’ un ragazzo del sud che sin da bambino, ha sempre puntato al “posto fisso”. Quel “posto fisso”statale che oggi, nel 2017, e’ tanto agognato, fortemente cercato e alle volte tanto disprezzato un po’ da tutti. Dopo tanti sacrifici, riesce a lavorare all’interno dell’ufficio “caccia e pesca”, in quella posizione che anni prima apparteneva al padre oramai in pensione. Ma dopo varie vicissitudini, anche il posto fisso che occupa il buon Checco, presto diventera’ a rischio. Egli rappresenta infatti l’uomo che pur di lavorare, e’ disposto a girare il mondo intero, senza prendere mai in considerazione la possibilita’ di abbandonare quel suo lavoro. E la decisione, gli cambiera’ la vita, perche’ conoscera’ una persona, mentre si trova in Finlandia che diventera’ presto il suo grandissimo amore, e per la quale sara’ disposto, (ma solo a fine del film) a sacrificare il meglio che ha, lavoro compreso.

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Delle precisazioni. Zalone, non e’ l’Italiano medio. Niente di piu’ sbagliato. Zalone e’ quell’uomo che e’ consapevole di quanto sia difficile trovare un lavoro e tenerselo stretto, soprattutto se e’ un lavoro pubblico. Quest’anno sono state stilate le nuove graduatorie costituite da coloro che si apprestano, nel mondo della scuola, a diventare ATA. 2 Milioni di domande sono state presentate; tanto per indicare quanto e’ grave in questo momento la crisi disoccupazionale in Italia, basti pensare che il numero degli abitanti italiani e’ di 60 milioni. Sono cifre che ci devono far pensare, perche’ stiamo parlando di uno solo dei tanti lavori che offrono un contratto statale e su cui gli italiani si imbattono.

Spieghiamo perche’ Zalone non e’ l’italiano medio: egli tira fuori tutti i luoghi comuni che si hanno sul lavoro da dipendente statale, sul femminismo, sull’integrazione razziale; e ancora, lo fa facendoci ridere e mostrandoci che “diverso” e’ bello e puo’ essere da apprezzare e da imitare, non per forza da etichettare come “sbagliato”. Inoltre ci rimprovera sulle nostre abitudini a volte un po’ approssimative da buoni italiani; ci dice che e’ possibile migliorare la propria vita, fare quello che piu’ ci rende felici o al massimo rendere bello quello che purtroppo siamo costretti a prendere. Il falso mito dell’italiano medio ci viene subito all’occhio quando in quelle graduatorie da dipendente pubblico statale, si trovano persone che hanno due lauree, master dottorati di ricerca e non sono riusciti a trovare qualcosa da fare per sbarcare il lunario. Essi non sono dei disperati ignoranti, sono solo delle persone che non si sono trovate nelle condizioni di poter primeggiare in quello per cui erano portati. Si tratta di persone che comunque vogliono lavorare, si trovano in difficolta’ e comunque hanno un fortissimo senso di responsabilita’ e consapevolezza, al di la’ di qualche rara eccezione. La situazione e’ molto grave, triste e complessa; Zalone questo lo sa e non la da’ per nessun motivo vinta al sistema. Il sistema e’ lui, che combatte sfodera le sue armi migliori e cambia la sua vita.

immagine non recuperata dall'archivio

Il film e’ stato campione di incassi nel 2016, e questo ben dovrebbe darci l’idea della portata del film, comunque molto apprezzatto dalla critica e dal pubblico. Colonne sonore piacevoli, con la canzone “La prima repubblica”, scritta e cantata proprio da Zalone stesso in pieno Celentano-style, che ben racconta la situazione italiana di oggi.

Cast davvero molto organizzato e all’altezza, con Zalone immenso, divertente, frizzantino, scherzoso e capace di farci riflettere: trama semplice e lineare, film per tutta la famiglia, anche per i bambini che non potendo ben capire la situazione lavorativa in cui si trova il buon Checco, possono comunque riderne per le esilaranti gag e situazioni paradossali in cui l’attore si ritrova.

Nessuno, se non un laureato in giurisprudenza e reimpiegato nel mondo dello spettacolo, poteva far meglio di lui. E comunque una cosa guardando il film deve essere chiara a tutti: il dipendente statale e’ uguale a tutti gli altri dipendenti statali, da Bolzano a Capo Passero, ha gli stessi diritti e gli stessi doveri; quindi va sfatato una volta per tutti il concetto erroneo che spesso si sente dire al nord “Quelli del sud ci tolgono i posti di lavoro!”. Perche’ in realta’ il catanese ha le stesse identiche possibilita’ del Milanese di lavorare in un ufficio pubblico.

E allora, sapete che vi dico? Buon posto fisso a tutti!

scritto da enri154

fonte per le foto: Imdb