Il 2018 in casa Marvel inizia con il primo film dedicato al re di Wakanda, Black Panther. Si tratta della diciottesima pellicola del MCU (Marvel Cinematic Universe), primo film dell’universo cinematografico dedicato ad un supereroe di etnia africana ed ultimo film prima del grande evento di Avengers: Infinity War.
La Marvel ha già dimostrato in passato di saper trattare, in maniera quasi impeccabile, tutti gli eroi meno noti (in certi casi anche sconosciuti) al grande pubblico. Basti pensare ad i vari Iron Man, Ant-Man, Doctor Strange e gli stessi Guardiani della Galassia, personaggi poco conosciuti, se non dagli appassionati, resi in pochissimo tempo iconici; così è accaduto anche allo stesso Pantera Nera, presentato per la prima volta in Captain America: Civil War e diventato quasi istantaneamente beniamino del pubblico.
La trama del film è abbastanza semplice e lineare. La storia è ambientata subito dopo gli eventi di Civil War, dopo la morte del padre, T’Challa torna a casa per succedere al trono del regno di Wakanda, con tutti gli onori e gli oneri che ne susseguono. Nel frattempo due nemici, tra cui Ulysses Klaw, vecchia conoscenza dei wakandiani, daranno molti problemi al neo re, tra contrabbando di vibranio e piani per spodestarlo dall’ambito trono.
Il punto di maggior forza della pellicola è rappresentato dall’ambientazione. Il film, infatti, si svolge quasi del tutto in Wakanda. Fondamentale ed importante come fosse uno dei protagonisti, la regione africana patria di T’Challa, viene mostrata in tutta la sua bellezza e tecnologia. A dir poco eccezionale che l’avanzatissima tecnologia si vada a “scontrare” con le classiche tradizioni ed i rituali, tipici dei popoli africani. Un parallelismo che non ho potuto fare a meno di notare, è quello con il classico Disney Il re leone, difatti in più punti (chi ha visto il film capirà) alcune situazioni sembrano inspirate proprio al cartone.
Per la prima volta in un film Marvel, troviamo un cast formato, per ovvi motivi, prevalentemente da attori afro-americani. Sono presenti nel film: Chadwick Boseman (T’Challa / Pantera Nera), Michael B. Jordan (Erik Killmonger), Lupita Nyong’o (Nakia), Danai Gurira (Okoye), Martin Freeman (Everett Ross), Daniel Kaluuya (W’Kabi), Letitia Wright (Shuri), Winston Duke (M’Baku), Angela Bassett (Ramonda), Forest Whitaker (Zuri) e Andy Serkis (Ulysses Klaw).
Oltre alla ottima prova di Boseman nel ruolo del protagonista e di tutto il cast in generale, mi preme far notare in particolare le interpretazioni di Michael B. Jordan, Andy Serkis, Martin Freeman e Letitia Wright. I primi due sono dei villain semplicemente fantastici, a livello d’impatto e presenza scenica ho preferito il personaggio di Ulysses Klaw a quello di Killmonger, ma bisogna ammette tuttavia che quest’ultimo sia molto più sfaccettato e caratterizzato, risultando uno dei migliori cattivi del MCU. Solita bella prova per Martin Freeman, il suo Everett Ross ha un ruolo molto più importante di quanto si potesse presagire e questo è un bene. Mi ha sorpreso in positivo, il personaggio di Shuri, interpretato da Letitia Wright, la sorella di T’Challa non si limita ad un ruolo marginale nella storia, anzi assume il rilevante ruolo del “supporto tecnico”, geniale e utilissima con i suoi gadget tecnologici.
La regia, affidata a Ryan Coogler, è di buon livello, sempre chiara e pulita anche nei momenti d’azione più frenetici (qualche sbavatura nel combattimento finale ma dettata più che altro dalla CGI non eccelsa in quel punto). La fotografia di Rachel Morrison, candidata all’Oscar proprio quest’anno per il film Netflix Mudbound, è adatta in ogni situazione, riuscendo a farci percepire il passaggio da ogni location, dal caldo del Wakanda al buio illuminato al neon della città. Di forte impatto anche la colonna sonora del film, composta da Ludwig Göransson, un perfetto mix di musiche e sonorità tipicamente africane e di alcuni pezzi rap, rappresentativi della cultura hip hop afro-americana.
A differenza del precedente film Marvel (Thor Ragnarok), Black Panther cambia decisamente stile, se il terzo capitolo di Thor era pieno di comicità e battute, questo invece risulta molto più “serio”, nonostante il film intrattenga e diverta sempre, le battute sono quasi del tutto eliminate.
Black Panther, oltre ad essere un cinecomic d’intrattenimento, presenta un messaggio socio-politico molto forte. I temi affrontati sono più che mai attuali, si passa dal razzismo, all’immigrazione e alla guerra, senza risultare mai banali, ci vengono mostrate due facce della stessa medaglia. Entrambe le fazioni non rappresentano banalmente il bene ed il male, ma due visioni opposte del mondo che ci circonda, ognuna delle quali ha come scopo il bene del proprio popolo.
Un film che si regge benissimo sulle proprie gambe, nonostante faccia parte di questo immenso universo cinematografico, con personaggi interessanti, una trama semplice ma efficace e ben raccontata e visivamente spettacolare. Promosso a pieni voti.
VOTO 8 su 10
Genere: azione, avventura, fantascienza
Anno: 2018
Regia: Ryan Coogler
Soggetto: Stan Lee, Jack Kirby
Sceneggiatura: Ryan Coogler, Joe Robert Cole
Fotografia: Rachel Morrison
Musiche: Ludwig Göransson
Interpreti: Chadwick Boseman (T’Challa / Pantera Nera), Michael B. Jordan (Erik Killmonger), Lupita Nyong’o (Nakia), Danai Gurira (Okoye), Martin Freeman (Everett Ross), Daniel Kaluuya (W’Kabi), Letitia Wright (Shuri), Winston Duke (M’Baku), Angela Bassett (Ramonda), Forest Whitaker (Zuri) e Andy Serkis (Ulysses Klaw).
Durata: 134 minuti
Scritto da NedStark
Fonte per le foto: IMDb
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