Finalmente Google ha reso disponibile anche in Italia il suo assistente vocale. Devo essere sincero ero partito piuttosto prevenuto verso Google Assistant (è questo il nome del nuovo assistente targato Big G), invece sono rimasto piacevolmente colpito da questo particolare sistema, non solo perché si è rivelato superiore alle aspettative, ma perché per un sistema relativamente giovane (si parla del 2016 quando è stato creato) e ha raggiunto e quasi superato assistenti vocali di altri brand più longevi e consolidati.
La concorrenza in questo mondo è abbastanza esigua, è vero ci sono stati vari tentativi da parte di ogni brand di lanciare il suo proprio assistente vocale, ma sono tutti o quasi finiti miseramente nel dimenticatoio (ricordiamo con simpatia e affetto, quei primitivi assistenti come LG Assistant ed S Voice di Samsung).
Ad oggi gli unici assistenti vocali funzionanti e che hanno un riscontro tangibile con l’utente sono Siri di Apple, Alexa di Amazon, l’Assistente di Google e Cortana di Microsoft.
Questi assistenti non fanno altro che ricevere dei comandi come: “attivare il Wi-Fi, fare una telefonata, riprodurre musica, ma anche registrare un promemoria, trovare un ristorante o un volo”. Comandi semplici ma che funzionano particolarmente bene e vengono recepiti con successo.
Per attivare gli assistenti si pronunciano o si premono dei tasti ben precisi sia che si parli di Smartphone o PC, nel caso di Google Assistant: “Ok Google” o si preme a lungo il pulsante home.
Analizziamo l’assistente di Google che è un po’ la novità della settimana dal punto di vista della telefonia e dell’informatica in generale (almeno in Italia). L’assistente vocale, offre una risposta veloce e precisa alle richieste formulate, ovvio dovrete essere quanto più precisi e scandire bene senza articolare troppo la frase ma se capirete il meccanismo, vi garantisco che le funzionalità dell’assistente possono davvero essere utilizzate nella vita di tutti i giorni.
Il nuovo assistente Google a mio parere risulta davvero potente ma essendo ancora una funzionalità plus, non ha ancora quei requisiti di indispensabilità che secondo me dovrebbero avere gli assistenti. Non è impeccabile ma è abbastanza “capace” da permettere una discussione continuativa e a tratti contestuale. Ripeto, senza esagerare o a ogni domanda, verrà fuori la risposta: “Scusa non ho capito”!
Oltre a questi comandi basilari, una funzione che ho trovato particolarmente matura e funzionante è che potrete scrivere un messaggio con Whatsapp o Telegram o SMS senza nessun particolare sforzo anzi in modo semplice e veloce. Chiedete ad esempio: “Invia un messaggio a Carmelo tramite Telegram, questa sera faccio tardi”, e sarà in grado di scrivere utilizzando l’applicazione corretta, senza sbagliare il destinatario e scrivendo tutto in modo preciso in solo comando, magia? No, futuro.
Non sempre l’interazione è totale, e in questi casi l’assistente ricorrerà alla ricerca sul Web. Una domanda troppo articolata finisce con avere come risposta o una rapida ricerca nel Web o, come ho detto prima, una secca risposta: ” Scusa non ho capito”!
Una funzionalità simpatica e divertente, che risulta un passatempo ben studiato da Google per migliorare l’assistente, sono i giochi integrati. Se si chiede “Cosa puoi fare”? L’assistente Google, vi darà la lista delle sue funzioni principali e tra queste troverete anche i giochi tra cui il caro vecchio Snake e un gioco di quiz su cultura, film e altri argomenti. Ce ne sono anche altri, ma non ho ancora avuto il tempo di provarli tutti.
Se posso permettermi nella ricerca Web hanno avuto il loro colpo di genio, se cerchiamo ad esempio: “Chi è Bill Gates?”, l’assistente risponderà leggendo il primo paragrafo di Wikipedia.com che trova nel Web ed è davvero “carino” quando prova a leggere le parole complesse con l’accento artificiale tipico degli assistenti. Tuttavia ha un layer di intelligenza nella ricerca di base collegato alla domanda. Se chiedessimo “che medicine posso prendere per il raffreddore?”, vi restituirà il risultato preso dal sito efarma.com.
Assolutamente ben riuscita l’integrazione con Google Translator, dove potrete chiedere di tradurre una frase in una lingua estera. Se ad esempio gli farete ascoltare una frase in lingua straniera, con l’accortezza del “traduci” a ogni inizio frase, avrete la traduzione in italiano.
La chiave di volta nell’evoluzione continua di Google Assistant è che i servizi Google sono comuni a tutti gli smartphone Android, e questo potrebbe rappresentare la soluzione al successo di Google in questo campo. Immaginate quante cose può imparare e scoprire dai milioni di utenti Android, rendendolo già adesso un sistema molto evoluto e a mio parere di molto superiore a tanti altri venuti prima, ma successivamente potrebbe diventare uno strumento definitivo ed integrato a ogni azione, immaginate un telefono che si usa senza uscirlo dalla tasca. Dire WOW è poco.
Scritto da lex963
Fonte per le immagini: Wikipedia, Wikimedia, Pixabay, Flickr
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