Il miglio verde è un film del 1999, con protagonisti Tom Hanks e Michael Clarke Duncan. La storia drammatica di un penitenziario, un colpevole, un innocente e tanti corrotti: questo ci balza subito all’occhio, fra bene e male che si intrecciano in un carcere pieno di condannati a morte, luogo in cui il male spesso prende il sopravvento, ti toglie ogni speranza, ti ruba ogni via di salvezza. E anche quando la salvezza arriva, il destino sembra ormai scritto e il “Miglio verde” è quel tappeto su cui devono passare inevitabilmente i condannati a morte prima di giungere alla sedia elettrica.
Siamo nella Louisiana del 1935. Paul Edgecombe, è un agente di polizia penitenziaria, sovraintende il braccio della morte nel carcere di Cold Mountain. Lui, l’agente Brutus, suo migliore amico, e altri colleghi tra cui Percy, sadico e molto raccomandato, hanno il compito di sorvegliare i detenuti condannati alla pena capitale e di accompagnarli il giorno dell’esecuzione lungo quell’ultimo corridoio chiamato appunto il ‘miglio verde’ per il colore del linoleum.
Tra i condannati c’è John Coffey, un omone di colore alto più di due metri, giudicato colpevole dell’omicidio di due bambine. Ma, in contrasto con l’aspetto imponente e minaccioso, John è invece mite e gentile con tutti, perfino ingenuo ed in balia di una infantile paura del buio. Paul, ben presto, verifica di persona che John ha un’altra qualità importante, sovrannaturale e magica: riesce a far uscire, risucchiandolo, il dolore dalle persone. Percy, un collega cattivo di Paul, intanto continua ad approfittare per realizzare ignobili azioni violente; intanto Paul comincia ad interrogarsi sulla reale colpevolezza di John. Per aiutarlo, si prende poi la responsabilità di farlo uscire per condurlo a casa di Melinda, moglie del direttore del carcere, gravemente malata. Melinda guarisce, John torna in carcere, aggredisce Percy e gli trasmette energia negativa. Percy a sua volta uccide il detenuto William e rimane istupidito.
Chi è William si capisce dopo: egli è infatti l’assassino delle bambine che si pensava fossero state uccise da John; tuttavia la società e il mondo intero ha condannato John; egli è innocente ma non vuole che si cambi la sentenza definitiva della sua condanna a morte; inoltre, si sente responsabile anche della morte del vero assassino delle due bambine. Semplicemente, alla fine, si scopre che John si trovava nel luogo del delitto perché essendo arrivato dopo l’assassino delle due bambine prova a salvarle con i suoi poteri magici; ma le prove lo avevano inchiodato in una scena leggendaria in cui lui stesso viene trovato con i corpicini delle bambine fra le mani.
Dopo aver guardato un film della coppia Astaire/Rogers, si avvia alla sedia elettrica e viene giustiziato.
Sessant’anni dopo, Paul è ospite in una casa di riposo, sta raccontando questi fatti ad un’amica. Con la stessa commozione di allora; commozione che per dirla tutta è la stessa che passa negli occhi di chi vede il film.
E’ un film toccante, lungo, intenso, appassionante, meraviglioso. Tocca l’animo dello spettatore, lo commuove, lo colpisce. L’effetto magico non è mai inopportuno e sgradevole, anzi regala quel plus che il film merita. L’ambientazione retro’, l’ambientazione fra le due guerre mondiali, in un clima di incertezza politica e con un tasso elevatissimo di corruzione rende la storia quanto più verosimile possibile. Sono tre ore e nove minuti in cui non si può che restare attaccati allo schermo.
Il film è tratto dall’omonimo libro di Stephen King e ha numerose discrepanze dal romanzo originale. Tuttavia la critica ha apprezzato tantissimo il film e lo ha premiato come solo un film del genere meritava. Il film, tuttavia, nonostante le numerose candidature agli Oscar è stato sfortunato, infatti è arrivato vicinissimo al premio senza però riuscire a portare a casa nessuna statuetta.
Per gli amanti del cinema si tratta di un classico da non perdere, che va conosciuto e sicuramente fa storia nel suo genere.
Consigliatissimo…buona visione!
Scritto da enri154
fonte per le foto IMDb
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