Immaginiamo che all’interno del nostro portafogli abbiamo la possibilità di contenere Computer grandi come carte di credito, (solo un po’ più spesse circa 5 mm) che possono essere inserite in un qualsiasi dispositivo, ricreando il nostro esclusivo PC, magia? No Intel Compute Card.
Parliamo quindi di mini computer, realizzati per essere come delle schede che al loro interno hanno anche CPU, memoria, RAM e tutti i componenti classici che troviamo in un qualunque personal computer. Questa soluzione non è pensata esclusivamente per un utilizzo “consumer” ma per una soluzione destinata al mondo dell’Internet of Things (IoT).
La collaborazione con altri partner è fondamentale per la riuscita di questo sistema. In sé le schede sono già state lanciate a metà di quest’anno ma se Intel vuole vedere uno sviluppo reale tangibile deve essere pronta e compatibile per il grande mercato e soprattutto con i dispositivi che utilizzeranno questa tecnologia.
Dell, HP, Lenovo e Sharp – oltre a partner regionali come Seneca Data, inFocus, DTx, TabletKiosk e Pasuntech stanno già lavorando ad alcune soluzioni come Notebook, domotiche, ma anche televisori e altri dispositivi in cui sarà possibile sfruttare questa innovativa tecnologia.
Le configurazioni di Compute Card saranno diverse, con tagli e costi che variano in base a prestazioni e memoria integrata. La particolarità è che al contrario delle aspettative, integrano veri e proprio processori desktop (per essere precisi Intel Core di settima generazione) opportunamente ottimizzati.
Queste schede verranno inserite in un’apposita Dock con uno slot basato sul nuovo standard chiamato “USB C plus extension” che fornirà segnali USB, PCIe, HDMI, DisplayPort e altri per interfacciare la scheda e il prodotto.
L’innovazione e la riuscita di questo sistema, sta nel fatto che sarà possibile collegare qualsiasi dispositivo certificato e così da aumentare non solo la capacità di elaborazione ma anche il ciclo di vita dell’apparato, in quanto la potenza dell’apparato non dipenderà più dal dispositivo stesso ma dalla scheda Intel Computer che andremo ad abbinare. In termini di riparabilità avremo un aumento esponenziale della funzione, in quanto basta sostituire la scheda danneggiata con una nuova per tornare all’operatività.
L’idea finale di Intel è di consentire ai partner di creare prodotti privi di Hardware che potranno essere aggiornati anche in futuro cambiando semplicemente schede, pensate a un notebook ancora perfettamente funzionante a cui sarà possibile cambiare componenti interni, cambiando semplicemente schede.
Si può quindi connettere Intel Compute Card a qualsiasi dispositivo certificato e aumentare le capacità di elaborazione e il ciclo di vita del dispositivo finale.
Una questione che credo sia tra le più importanti è che questa scheda permette di abbassare notevolmente i costi di produzione di soluzioni con hardware integrato visto che a far funzionare tutto ci pensa la stick. Immaginiamo una TV con solo il pannello e la possibilità di collegare scheda “Intel Compute Card” che realizzerà le funzioni di controllo dell’Hardware e di Software per la TV.
Una vera e propria rivoluzione nella concezione di hardware da integrare in dispositivi di utilizzo comune e non necessariamente PC, Monitor o TV. Un’idea di modularità hardware che mancava e che speriamo possa davvero avere successo e diminuire i costi per noi consumatori.
Scritto da lex963
Fonte per il video e le immagini: Intel.it, Intel.com
L'articolo Intel Compute Card: Il computer a moduli che sta in un portafoglio proviene da KillBit.
