Recensioni, Videogiochi, Film

Retrogames: qualcuno vuole del pesce?

Una cenetta a base di pesce, e’ proprio quello che ci vuole! Ma il pesce, si sa, per essere buono deve essere bello fresco! Non vi stiamo invitando a venire a pescare con noi, ma proviamo a raccontarvi un gioco retrodatato molto divertente: “Fisherman’s Bait” uscito originariamente per Play-Station 1 che ha colpito proprio tutti.

Il gioco, narrava di un pescatore del WWF, che doveva liberare il mare dai pesci che per sbaglio erano finiti nei posti sbagliati. Cosa ci faceva l’ Oh-Ka, strano pesce giapponese rosa a macchie con tante pinne nel mar Mediterraneo? Lo scopo era dunque pescare i pesci intrusi e ritrovare i cosiddetti “Monster” cioe’ i pesci piu’ strani, pesanti e particolari. Mai andare a pesca era stato cosi’ divertente. Imparare a scegliere l’esca era molto difficile, anche perche’ ogni tipo di esca aveva un particolare tipo di pesce collegato; in parole povere con la stessa esca, all’incirca abboccavano sempre gli stessi pesci. La gittata della canna da pesca era molto lunga con le levette analogiche bisognava lanciare l’amo quanto piu’ lontano possibile. Gia’, l’analogico!! Per la prima volta ci si poteva rendere conto delle potenzialita’ delle levette analogiche, del loro mitico funzionamento. Il gioco ti insegnava a destreggiarti bene con le levette. Infatti, una volta abboccato il pesce, che poteva essere molto pesante o molto leggero, le levette andavano ruotate a volte delicatamente, a volte velocemente. Se non si ruotavano delicatamente, soprattutto se il pesce abboccato era molto “pesante” la lenza rischiava di rompersi e si sarebbe potuto perdere il pesce. Se al contrario si trattava di un pesce leggero e si andava a tirarlo fuori dall’acqua ruotando le levette molto lentamente, il pesce poteva anche scappare…

Insomma, niente a che vedere con la pesca vera. Nella pesca, reale, e’ fondamentale il silenzio e la pazienza…nel gioco addirittura, i pesci abboccavano in continuazione e si avevano solo ben 180 secondi per riuscire a pescare il pesce piu’ grosso.

Stiamo parlando, ovviamente, di un gioco con una grafica abbastanza semplice, anche quasi senza una vera e propria trama, forse anche relativamente facile fu,per i produttori, programmarlo. Ma una cosa e’ certa; forse la linearita’ e la semplicita’ del gioco, forse il momento in cui si trovava a competere con gli altri videogiochi del periodo, ma comunque, raggiunse un discreto successo.

Per la prima volta poi, l’effetto reale sul giocatore si sentiva davvero. Soprattutto se si pescava un pesce molto grosso, per chi giocava con il Joistick originale Playstation, si sentiva una pesante vibrazione, dovuta proprio alla pesantezza del pesce; la difficolta’ diventava doppia, perche’ in tutto cio’ il controller non doveva sfuggirti di mano e soprattutto non bisognava fare movimenti azzardati per non perdere il pesce. Si stava attraversando l’inizio dell’era “Dual Shock”, le levette analogiche funzionavano a dovere e l’effetto realistico che dava la vibrazione del controller era davvero uno spettacolo. Con una piccola annotazione….Stiamo parlando del 1997 e, per la seconda edizione del 1999!!

Probabilmente un altro fattore che rese grande il gioco, fu il multiplayer. Questo perche’ si potevano sfidare gli amici, o a pescare quanti piu’ pesci possibili in un determinato tempo, o a pescare il pesce piu’ pesante. Il tutto era reso allegro dalle musiche di sottofondo, che come il buon Sampei sa, nella vera pesca puo’ essere solo un elemento di distubo per il malcapitato pesciolino.

Volevo sottolineare che tramite degli emulatori, e’ ancora possibile giocare a questi vecchi giochi delle vecchie console, e vi avevamo anche raccontato come fare, se siete dei nostalgici…!

E allora che aspettate? buona retro-giocata a tutti!

scritto da enri154

 

 

L'articolo Retrogames: qualcuno vuole del pesce? proviene da KillBit.