Sherlock Holmes nell’immaginario collettivo è il padre di tutti gli investigatori: la sua figura intelligente, autoritaria e geniale crea una sorta di attrazione magnetica per questo personaggio. Sherlock è un personaggio inventato da Sir Arthur Conan Doyle ed è protagonista dei romanzi di genere giallo dello scrittore.
Arthur Conan Doyle scrive proprio per esorcizzare lo stress e la noia di una vita professionale poco riuscita in un piccolo studio medico. Un passatempo che nel 1887 porterà alla pubblicazione di “Uno studio in rosso”: la prima avventura di Sherlock Holmes. Il romanzo inizialmente non ebbe molto successo e passò quasi inosservato ma la sorte fu benevola per il secondo romanzo: “Il segno dei quattro” che nel 1890 pose Sir Arthur Conan Doyle all’attenzione del pubblico con il successo delle sue opere.
Sherlock Holmes è il primo investigatore ad introdurre il metodo deduttivo?
Erroneamente in molti sono convinti che sia così, al contrario il primo iniziatore di questo particolare metodo è Edgar Allan Poe con il suo Auguste Dupin ne “I delitti della Rue Morgue”.
Un’altra figura a cui sicuramente si ispirò Conan Doyle per il suo Sherlock Holmes è Monsieur Lecoq, il personaggio ideato da Emile Gaboriau. Entrambi sono nominati e derisi da Sherlock Holmes proprio nel suo primo romanzo “Uno studio in rosso” e vengono apostrofati con parole secche e poco lusinghiere:
” Indubbiamente lei crederà di farmi un complimento paragonandomi a Dupin. Ora, a mio parere Dupin era un tipo molto mediocre. Quel suo vezzo di interrompere il filo dei pensieri dei suoi amici con un’osservazione azzeccata dopo un quarto d’ora di silenzio in realtà è molto esibizionistico e superficiale. Aveva un certo talento analitico, senza dubbio; ma non era quel fenomeno che sembra immaginare Poe”.
E su Lecoq non migliora il suo giudizio: “Era un povero pasticcione. C’era un solo punto a suo vantaggio, la sua energia. C’era da stabilire l’identità di un prigioniero sconosciuto. Io avrei saputo farlo in ventiquattr’ore. Lecoq ci mise circa sei mesi. Un investigatore potrebbe prenderlo ad esempio di ciò che si deve evitare”
A.C.Doyle, Uno studio in rosso.
Questo particolare pezzo introduttivo che ho voluto citare testimonia non solo piccoli frammenti del carattere di Sherlock Holmes, ma anche la sua ostentata ed ineguagliabile superiorità intellettuale. Riconosce solo pochi come “suoi pari”; un esempio è il fratello “Mycroft Holmes”. Sherlock afferma proprio ne “L’interprete greco” che le capacità deduttive del fratello sono superiori alle sue ma che Mycroft non le impiega per pigrizia dato che non si sposta mai più di poche centinaia di metri da casa.
Sherlock Holmes possiede un carattere estremamente particolare e conserva un buon rapporto solo con il suo fedele aiutante John Watson (che non è altro che l’alter-Ego di carta e inchiostro di Conan Doyle). L’investigatore quasi sempre appare emotivamente molto distaccato e disinteressato agli altri. Non è interessato alle donne che considera delle vere e proprie distrazioni e rifiuta l’amore in quanto vuole mantenere la mente sempre lucida e sgombra da pensieri inutili e svianti:
“L’amore è un’emozione, e tutto ciò che è emozione contrasta con la fredda logica che io pongo al di sopra di tutto”
A.C. Doyle, Il segno dei Quattro
Anche se freddo e distaccato è necessario ricordare che è sempre dalla parte del bene e della giustizia.
Perché Sherlock Holmes non invecchia e affascina come il primo giorno?
Questo dipende da come è stato scritto e/o decritto il personaggio nelle varie opere, cioè un personaggio bohèmien con un misto di anticonformismo e un intuito e una capacità eccellenti, ottimo schermitore, violinista, pugile possiede quel fascino magnetico che non troveremo facilmente in altre opere. Inoltre l’ambientazione vittoriana di una Londra del passato è lo sfondo perfetto per un personaggio dalle mille sfaccettature come il nostro Sherlock Holmes.
Sherlock Holmes ispira proprio tutti!
Un personaggio particolare e convincente che ha esordito in migliaia di opere ed è stato ripreso in numerose altre opere teatrali, cinematografiche e televisive, divenendo secondo alcuni critici, la figura più celebre di investigatore della storia del giallo.
Sono moltissimi i personaggi ispirati al celebre detective: dal cartone animato giapponese “Conan Edogawa” protagonista del manga Detective Conan di Gōshō Aoyama, alla serie TV più recente con Hugh Laurie che interpreta il dott. Gregory House, senza contare la narrativa e forse il caso più vicino alla nostra dimensione è Il frate francescano Guglielmo da Baskerville, protagonista de “Il nome della rosa”, romanzo scritto da Umberto Eco.
Per non parlare della bellissima serie (che consiglio) targata: “Sherlock”. Uno sceneggiato britannico prodotto da BBC One, liberamente tratto dalle opere di Sir Arthur Conan Doyle ed ambientato ai giorni nostri. Un fenomenale Benedict Cumberbatch che interpreta Sherlock Holmes e Martin Freeman nella parte di John Watson vi faranno rivivere sul piccolo schermo le avventure letterarie di Sherlock Holmes.
Per finire con la saga sul nostro amato investigatore: “Sherlock Holmes” di Guy Ritchie ed interpretato da Robert Downey Jr. nel ruolo dell’investigatore Sherlock Holmes e da Jude Law nella parte del dottor Watson. Lionel Wigram (uno degli autori di questa saga) ha reinventato il personaggio per il cinema moderno, così da poter attrarre un vasto pubblico accostando l’antagonista Lord Blackwood ed ispirandosi all’attività dell’occultista Aleister Crowley, con l’intenzione di inserire l’acerrimo nemico di Holmes, il professor Moriarty, nei film successivi.
Finisce qui per il momento questo spaccato sulla figura di Sherlock Holmes e vi do appuntamento al prossimo articolo.
Scritto da lex963
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