Dopo l’enorme successo riscontrato alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la settimana scorsa è arrivato finalmente nelle sale italiane Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, film che ha dominato la recente edizione dei Golden Globe vincendo quattro premi sulle sei candidature complessive.
La storia è ambientata ad Ebbing, una piccola cittadina del Missouri, dove vive Mildred Hayes, una madre divorziata con un figlio a carico. A sette mesi dalla morte dell’altra sua figlia, violentata e bruciata viva, la polizia locale non è riuscita a trovare il colpevole e le indagini sono ormai ad un punto morto. La signora Hayes decide quindi di affittare tre cartelloni pubblicitari in disuso da parecchi anni e vi fa stampare sopra tre frasi, accusando, senza troppi giri di parole, lo sceriffo Willoughby, reo di non aver fatto abbastanza per trovare il colpevole.
Il film, scritto oltre che diretto dallo stesso Martin McDonagh, è un perfetto mix tra commedia e dramma. Lo stile si avvicina per certi versi a quello dei fratelli Coen, ma allo stesso tempo si discosta ed assume una propria identità che va a consolidarsi sempre di più con il passare dei minuti. L’umorismo nero è presente in tutto il film ma non prende il sopravvento, facendo sì che il tutto non diventi oltremodo grottesco.
Oltre l’impeccabile e brillante sceneggiatura, la pellicola vanta anche un cast di altissimo livello tra i quali sono presenti: Frances McDormand (Mildred Hayes), Woody Harrelson (sceriffo Bill Willoughby), Sam Rockwell (agente Jason Dixon), John Hawkes (Charlie Hayes), Peter Dinklage (James), Lucas Hedges (Robbie Hayes), Caleb Landry Jones (Red Welby), Abbie Cornish (Anne Willoughby), Željko Ivanek (sergente Cedric Connolly), Sandy Martin (sig.ra Dixon) e Clarke Peters (Abercrombie).
Due seri candidati alla vittoria finale!
In questo Tre manifesti a Ebbing, Missouri, le interpretazioni rasentano la perfezione, grazie soprattutto ad una sapiente scrittura dei personaggi ed un cast (già di per sé talentuosissimo) in stato di grazia. Frances McDormand è semplicemente perfetta per la parte, lo stesso regista ha dichiarato di aver scritto il personaggio di Mildred appositamente per lei; l’attrice riesce a regalare una delle performance migliori della sua carriera, che quasi certamente la porterà a vincere il suo secondo Oscar, diciannove anni dopo la vittoria per Fargo. Da sottolineare, in maniera piuttosto decisa, anche la prova di Sam Rockwell che interpreta l’agente Jason Dixon, un personaggio davvero pazzesco, sopra le righe ma allo stesso tempo con una caratterizzazione psicologica estremamente affascinante. A mio modesto parere, anche Rockwell ha grossissime possibilità di aggiudicarsi l’ambita statuetta senza troppi problemi.
Dal punto di vista tecnico il film risulta davvero notevole. La regia, pur senza particolari virtuosismi, è davvero impeccabile ed ordinata, come del resto la fotografia e la colonna sonora che vengono messe al servizio della narrazione; il risultato è una perfetta combinazione di tutti questi elementi in una pellicola che eccelle su tutti i fronti.
Siamo di fronte al film dell’anno?
La domanda è volutamente provocatoria, ma solo fino ad un certo punto. È certamente vero che sia ancora troppo presto per decretare il film dell’anno, ma è altrettanto vero che Tre manifesti a Ebbing, Missouri sia un film eccezionale che ha tutte le carte in regola per poter rientrare nei migliori film dell’anno, anche se bisognerà vedere cosa uscirà nelle sale nei prossimi mesi per poter dare un giudizio più oculato.
Nel film di Martin McDonagh vengono affrontati svariati temi in modo originale e mai banale, temi come la vendetta, la disperata voglia di giustizia, il razzismo, il malessere (sia fisico che mentale) e il riscatto morale. Non esistono personaggi completamente buoni e senza macchia, come non esistono personaggi del tutto cattivi, ognuno di essi ha dentro sé stesso la luce e l’oscurità, chi più e chi meno. A mio modo di vedere, dietro il cinico umorismo ed i comportamenti sopra le righe, i protagonisti sono fin troppo credibili e “veri” tanto da chiedersi ad un certo punto se il tutto non sia basato su una storia vera, cosa che non è, dato che viene tutto dalla mente del regista.
Tre manifesti a Ebbing, Missouri è un film che vive di contraddizioni, di cambiamenti, di scelte, uno spaccato della società americana senza tempo, che risulta credibile oggi come vent’anni fa. Mi sento di poter considerare questa pellicola una sorta di road movie, proprio perché assistiamo ad un percorso, una strada che ciascun personaggio compie, fatta di scelte (giuste o sbagliate che siano) che segnano inevitabilmente il traguardo.
In conclusione non posso far altro che consigliarvi caldamente la visione di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, un film destinato a diventare un cult di cui si parlerà ancora per molto, molto tempo.
VOTO 9 su 10
Anno: 2017
Regia: Martin McDonagh
Sceneggiatura: Martin McDonagh
Fotografia: Ben Davis
Musiche: Carter Burwell
Interpreti: Frances McDormand (Mildred Hayes), Woody Harrelson (sceriffo Bill Willoughby), Sam Rockwell (agente Jason Dixon), John Hawkes (Charlie Hayes), Peter Dinklage (James), Lucas Hedges (Robbie Hayes), Caleb Landry Jones (Red Welby), Abbie Cornish (Anne Willoughby), Željko Ivanek (sergente Cedric Connolly), Sandy Martin (sig.ra Dixon) e Clarke Peters (Abercrombie).
Durata: 115 minuti
Scritto da NedStark
Fonte per le foto: IMDb
