Siamo nel 2018, nell’epoca dei film in 3d, dei video in altissima definizione, delle foto a 360°. Ma quale futuro per l’arte e per l’archeologia? E’ possibile conoscere il passato restando ancorati al presente??
Esiste una sola univoca e acclamata risposta. SI’! Sebbene in Italia e’ un processo ancora molto lungo e restera’ tale per molti anni, avvicinare alla cultura storica l’uomo del 2018 e’ diventato piu’ facile. Basta restare seduti comodamente a casa ed avere una connessione internet abbastanza decente per diventare degli esploratori veri e propri. Purtroppo, ad oggi, la visita in un museo puo’ sembrare un’esperienza monotona e noiosa. Un passato senza futuro, oggetti che non parlano, non dicono nulla di se’….a meno che….
A meno che entrando in un museo verreste dotati di visiera VR. La realta’ aumentata ben puo’ descrivere un ambiente del passato….La sensazione non sarebbe piu’ quella del vedere il museo come un tuffo nel passato, ma un’immersione in una storia, di qualunque tempo essa sia. Esistono tanti modi per rivoluzionare l’arte e renderla accessibile a tutti.
Partiamo dai tour virtuali. In giro per il mondo ce ne sono tantissimi, ed iniziano a prendere forma e consistenza soprattutto se collegati a qualche grandissima universita’ o centro di ricerca. Si possono guardare dal computer le piramidi, stanza per stanza, riuscendo a cambiare ambiente solo con un click. E’ quello che hanno realizzato degli studiosi con un’applicazione gratuita accessibile attraverso GIZA 3D : la ricostruzione e’ stata presentata presso il Museum of Fine Arts di Boston con l’intervento di Lawrence Berman, curatore delle Antiche Arti Egizie, Nubiane e Mediorientali presso il MFA ed Al Bunshaft, Amministratore Delegato di Dassault Systèmes North America.
I tour virtuali sono in effetti, nell’ultimo periodo una porta sul futuro e non sul passato!! Infatti, si innova per crescere, culturalmente parlando. Esistono alcuni musei in giro per il mondo che forniscono i link per visitare delle aree, ovviamente in 3d, e ovviamente a tema. E’ anche detto, purtroppo che molte grandi aree archeologiche non si sono ancora munite di ricostruzioni e lavori impressionanti; il tutto sicuramente e’ dovuto oltre che dalla mole ingentissima di costi da sostenere, anche di lunghissimi tempi di realizzazione e di manodopera occorrenti. Un esempio di virtual-tour di un museo e’ stato realizzato a Siracusa, al Museo Paolo Orsi, uno dei piu’ importanti d’Europa, a livello di collezioni archeologiche contenute. E se dobbiamo dirla tutta, anche meno “sfruttato!!”.
Ecco il LINK
E’ sicuramente un lavoro non speciale, non curato benissimo nei dettagli e anche un po’ impreciso se paragonato al lavoro speciale fatto per le piramidi nel sito di cui abbiamo parlato prima. Ma c’è da dire e’ sempre un punto di partenza per un settore che ancora in Italia stenta a decollare. In tantissimi stanno provando a rendere digital i musei, anche in Italia. A volte i risultati non sono quelli sperati, ma come si dice, si fa quel che si può!
In realtà la lista dei “Musei” online e smart e’ anche molto lunga per quel che riguarda almeno la produzione mondiale. Ad ogni caso, esiste un sito che raccoglie tutte le ricostruzioni 3D, non solo dei beni culturali. Si tratta di Sketchfab conosciuto, anche perché e’ un vero database in cui chiunque può caricare i propri lavori in 3D, non solo artistici, ma di qualunque tipo. Ma se abbiamo questo potenziale, perché non lo sfruttiamo??
La risposta e’ semplice, almeno per quel che riguarda la situazione degli investimenti sui beni culturali in Italia. Si badi, non mancano le menti per realizzare quello che servirebbe, manca la disponibilità economica; e si sa, spending-review e tecnologia mal vanno a braccetto.
Per fare una metafora, e’ come se la Gioconda volesse connettersi a Facebook e non potrebbe perche’ mentre tutti hanno la fibra e navigano veloci, lei possiede una connessione a consumo e un modem a 256k. Mentre tutti potrebbero scambiarsi informazioni e innovazione, lei, col suo inquietante sorriso potrebbe solo starsene a ghignare, che siamo troppo indietro. E avrebbe pure ragione.
Oltre i tour virtuali e le ricostruzioni 3d che potrebbero rivoluzionare il mondo della cultura, vi sono anche delle soluzioni smart in dei musei che non espongono i pezzi e le opere. In che senso? Nel senso che per entrare nel museo bisogna essere dotati di smartphone o tablet. Secondo un principio molto simile a quello del QR code, con dei tracker, piazzati al posto delle opere e’ possibile vedere materializzarsi nel dispositivo, in 3d, le opere che il tracker rappresenta. I musei in giro per il mondo, realizzati completamente con i tracker, ad oggi non sono tantissimi, se ne trovano alcuni esempi a Malta e negli Stati Uniti. Inutile dire che il tracker e’ utilissimo non solo per il visitatore del museo, ma anche per lo studioso. Egli, infatti puo’ comodamente seduto nella sua poltrona studiare il vaso del 7 secolo avanti Cristo mentre sorseggia un buon amaro.
Prima di salutarvi, volevo lasciarvi una piccolo regalino.Una ricostruzione 3d, sperando vi piaccia!
scritto da enri154
Fonte per le foto: Pixabay
Fonte per il video: CAPITOLIVM
L'articolo Dalla Gioconda a Facebook: il passo è breve, ma la strada è (ancora) lunga! proviene da KillBit.
